Leonardo da Vinci, perché è considerato un genio?

Abbiamo visto come Leonardo da Vinci sia sempre stato, sin da bambino, curioso del mondo, un meticoloso osservatore della natura a cui cercava di rubare dei segreti da mettere al servizio dell'uomo. 
Se a un uomo uniamo le capacità sorprendenti di alcuni animali, diventerà davvero il padrone della Terra. Questo era il suo pensiero.

Riproduzione di uno dei primi test per le ali
Vi ricorda qualcosa?
Signore e signori, Leonardo da Vinci (a sua insaputa!) ha inventato anche i supereroi!
Spider-man, Batman... tutti uomini che hanno rubato delle doti a gli animali.
Batman è stato senza dubbio ispirato da Leonardo da Vinci, lo ha ammesso il suo stesso creatore. L'idea per il nero mantello da pipistrello è arrivata osservando alcuni progetti dell'Ornitottero.
Una struttura di legno e tela che riproduceva delle ali, e che avrebbe dovuto consentire a gli uomini di volare sbattendo le ali con la loro forza fisica.

Come è andato a finire questo e gli altri esperimenti di volo? Malissimo. Quando, dopo l'ennesima caduta, il suo assistente rimase paralizzato, Leonardo decise di rinunciare definitivamente al suo sogno più ambizioso.

Anche in test più recenti le cose non sono andate molto meglio: dei ricercatori di Toronto sono riusciti a riprodurre l'Ornitottero e a farlo volare per soli 19 secondi.

Adesso voi mi direte: e la balestra gigante... una fregatura! Le macchine per il volo, anche! Che genio era?!

Siamo soliti rifiutare i fallimenti. Non perdoniamo i nostri, ci ripensiamo fino a logorarci. Non siamo clementi nemmeno con le sconfitte altrui, anzi, cogliamo subito l'occasione per sottolineare, offendere e distruggere.
Purtroppo, la verità è che solo chi non fa niente non sbaglia mai. Per non sbagliare si dovrebbe vivere immobili e silenziosi... e alla fine avremmo sbagliato lo stesso, non una cosa, ma tutta la nostra esistenza!
Dobbiamo accogliere i fallimenti, sono normali esperienze della vita. Sono un punto da cui ripartire, con la speranza di riuscire al prossimo tentativo.

Della balestra abbiamo parlato abbastanza, il mancato risultato può dipendere da una ricostruzione non proprio esatta... ma anche dal progetto dello stesso Leonardo da Vinci, che a ben vendere ha alcune stranezze: perché una palla di pietra e non un dardo? 
Per me, ripeto, era più un gioco di forme e di grandezza, che un piano per un oggetto funzionale... vi pare semplice trasportare in guerra una roba simile? Non è facile oggi, figuriamoci a quei tempi!
Bisogna considerare che Leonardo, in quegli anni, era affascinato dalle imprese colossali! Era impegnato da tempo su un cavallo monumentale in memoria di Francesco Sforza (padre di Ludovico il Moro).
Non avete idea di quanto lavoro sarebbe stato necessario per realizzare in un'unica colata un cavallo di 7,20 metri di altezza! (Vi consiglio la visione di questo video - link!) Altra difficoltà, l'equilibrio precario del cavallo, che poggia solo su due zampe, nonostante le sue 70 tonnellate.
Dal 1999, potete ammirare il cavallo a Milano, davanti all'ippodromo di San Siro. Non è stato realizzato in un'unica colata (come voleva Leonardo) ma in sette parti poi assemblate. E già così, si è trattato di un'impresa titanica partita dal 1977 e conclusa nel 1999! Talmente tanto tempo che Charles Dent, il promotore di questa iniziativa, non riuscì a vedere l'opera completata.
Come Leonardo, che fu costretto a fermarsi. Il Moro preferì utilizzare tutto quel bronzo per costruire delle armi.  

A tal proposito, pur disprezzando la guerra, Leonardo progettò il primo carrarmato, pensò a cannoni più leggeri, che si potessero portare già carichi al fronte, e che fossero facili da ricaricare quasi come una pistola. Pensò a diversi tipi di mitragliatrice, bombe e trovò un metodo pratico per ricaricare velocemente le balestre. Tante idee e strategie per la difesa... e poi lui, il terrificante carro falciante!

La trazione dei cavalli fa ruotare le falci con conseguenze devastanti.

Realizzò anche giochi, strumenti musicali, scenografie per spettacoli, studi sull'ottica, ponti mobili, sistemi antisismici, macchine di ogni tipo, che potessero alleggerire la fatica degli uomini in alcuni lavori manuali... ne pensava tante! Di alcune idee se ne pentiva e le teneva nascoste. Altre provava a elaborarle. 
Questo vuol dire essere un genio. Una mente produttiva quanto una fabbrica che non chiude mai.

Progetto per un ponte mobile

Le trovate di Leonardo sono ancora più incredibili se pensiamo al contesto storico. 
Si dice che oggi sia stato già inventato tutto, mentre ai tempi di Leonardo era tutto da fare. 
Leonardo è partito da zero, trovando un metodo tutto suo per raggiungere e superare in saggezza quei pochi eletti, che avevano appreso dai libri il sapere dei loro avi. 
Il suo essere autodidatta è stato la sua forza e la sua debolezza.  
Debolezza perché l'intuizione da sola non bastava, ha dovuto cercare dei maestri per colmare le sue lacune, soprattutto in matematica, materia indispensabile per costruire le sue macchine.
Forza perché il suo non sentirsi mai sazio di sapere, mai abbastanza colto, l'ha spinto a non fermarsi mai, al contrario di come può succedere ad alcuni che, ottenuto il "pezzo di carta", pensano di avere tra le mani già tutte le conoscenze di questo mondo.
Illusi! Ci sarà sempre da imparare!

Se volete essere considerati dei geni, prendete spunto da Leonardo, cominciate dall'essere curiosi di tutto! Non mettete limiti alle vostre conoscenze. 


A giovedì prossimo con la Monna Lisa/Gioconda! 


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