PiùLibriPiùLiberi... pace fatta?

 Carissimi Nihiller,

l'anno scorso (2024) la mancanza di tatto degli organizzatori di "Più libri più liberi" ha sollevato un putiferio. Ho potuto evitare di andarci e tenermene alla larga è stata la mossa migliore che potessi fare visto i libri che scrivo e in particolare il mio ultimo lavoro ("Non fare la vittima") che tratta appunto di violenza di genere. 

Passano i mesi.

A giugno 2025, mi viene proposto di partecipare alla fiera di Roma ("Più libri più liberi"), ci penso un po', poi decido di sì, per segnare la pace dopo tante polemiche.

Credevo di potermi fidare. Dovevano pur aver imparato qualcosa dall'esperienza precedente!

Tutto stava filando liscio. Una calma quasi irreale. Esattamente quella che accompagna l'inizio di una tempesta.

Mettetevi nei miei panni: sei lì, con la valigia pronta, il biglietto del treno già fatto, l'alloggio prenotato, devi partire prestissimo la mattina dopo e senti dire: "La fiera "Più libri più liberi" è da boicottare!".

Ma porca miseria! Che cavolo è successo ancora?

C'è un editore nazista/fascista. 😨😣

Doveva essere una fiera tutta dolci sentimenti in onore di Jane Austen, invece un velo nero ha avvelenato l'atmosfera.

In tanti ci siamo chiesti: se l'apologia del fascismo è un reato, com'è possibile che esista indisturbata da anni questa casa editrice? (Ne esistono anche altre simili, in realtà!) Ma del resto, chiediamoci anche... perché continuano ad autorizzare certi raduni nostalgici? Perché chiedono i documenti a chi esclama "W l'Italia antifascista!"? Perché impongono a una panetteria di rimuovere uno striscione per il 25 Aprile con su scritto "Buona come il pane, bella come l'antifascismo"?

Questa è l'enorme incongruenza, non della fiera, ma del nostro Paese!

È come se in un locale con su scritto "vietato fumare" qualcuno, anche solo uno, fumasse. Sta sbagliando, giusto? Va multato, rimproverato.

Ecco, sul nostro Paese c'è un cartello con su scritto "vietato il fascismo" ma tanti, tranquillamente, se ne fregano.

È necessaria una posizione netta, se è no è no. Non può esistere un "forse", alle fiere come ovunque.

Peccato che abbiamo dei parlamentari e la stessa premier che hanno paura della parola "anti" ma non di "fascismo". È sempre più evidente, non siamo ancora liberi da queste ideologie che continuano a strisciare tra noi.

Tornando al discorso fiera... come boicottare?

Opzione uno: non si va.

Opzione due: si va, non si lascia campo libero al nemico e si fa sentire la propria voce.

Ho scelto l'opzione due perché con l'opzione uno, l'anno scorso, non ho ottenuto granché se non perdermi la festa. Perché un carrozzone del genere (è un evento enorme!) non può fermarsi, né per te né per nessun'altro, starne fuori è solo un'autopunizione. Un favore alla concorrenza sleale. 

Ho apprezzato il flashmob degli editori con cui hanno manifestato il loro dissenso.

Ogni autore presente, in ogni intervista/incontro, ha detto la sua sull'argomento, ho potuto farlo persino io, umile self.

Nello specifico: io ero alla fiera proprio per ribadire quanto talento e dignità ci sia nell'essere autori self, non valiamo meno e, cari organizzatori, se siete capaci di dare spazio a realtà molto discutibili, perché avete così paura di dare luce ai self? Che sono davvero gli autori "più liberi" che ci siano!

Ho avuto la fortuna di non condividere il piano con l'editore "incriminato". Non l'ho visto. Non mi è capitato nemmeno per sbaglio di passare davanti al suo stand. Ero al secondo piano, accanto all'Arena Robinson che ospitava di continuo gente che stimo e a Benjamin Lacombe che disegnava, ero a casa.

Questa è stata la mia esperienza a "Più libri più liberi".

Grazie mille a chi mi ha permesso di avere un'occasione così importante! ❤









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