<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3337152139610124500</id><updated>2012-02-21T02:07:45.618-08:00</updated><category term='Noir'/><category term='Remake'/><category term='Favola'/><category term='Chick lit'/><title type='text'>I libri di Anna Nihil</title><subtitle type='html'>Leggi l'anteprima, scegli il tuo preferito!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilibridianna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Anna Nihil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15803132467909830087</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/S6NYLlNC7BI/AAAAAAAADR4/LTsOOj8BIuY/S220/280.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3337152139610124500.post-4621966114862115880</id><published>2012-02-20T02:41:00.000-08:00</published><updated>2012-02-20T03:07:53.784-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Noir'/><title type='text'>La figlia di Satana</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NIRYD-egU-0/T0Ik_NL24OI/AAAAAAAAEJg/pfnO4g7cwAw/s1600/313983_copertina_frontcover_icon.png"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; FLOAT: left; HEIGHT: 175px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5711167945748963554" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-NIRYD-egU-0/T0Ik_NL24OI/AAAAAAAAEJg/pfnO4g7cwAw/s400/313983_copertina_frontcover_icon.png" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo aver conosciuto &lt;a href="http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/mandy.html"target=_blank&gt;Mandy&lt;/a&gt;, avete il coraggio di tornare a NihilVille?&lt;br /&gt;Sì, l'avete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Satana è solo il soprannome di uno spietato criminale. La sua vita è guidata dalla lealtà per il boss e dall'amore per sua figlia. Ma uno di questi due sentimenti è stato davvero mal riposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In vendita su &lt;a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=738683" target="_blank"&gt;ilmiolibro.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizia così:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;«Che stai facendo?! Ancora con quegli articoli di giornale?»&lt;br /&gt;«Saranno fatti miei?! Non si può avere un po’ di privacy in questa casa!»&lt;br /&gt;«Ne hai fin troppa.»&lt;br /&gt;«Pensi che sia sbagliato?»&lt;br /&gt;«È la conseguenza dell’educazione che ti ho dato.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una giornata rovente. La stradina polverosa sembrava più bianca che mai. Il sole bruciava gli occhi e faceva risplendere l’intonaco chiaro delle case.&lt;br /&gt;Erano tutti chiusi al fresco, in casa, o lontano sulla spiaggia, a mollo nell’acqua del mare. Solo un uomo, alto e ossuto, camminava con fermezza al centro della strada. Un volto spigoloso, le guance scavate, ruvide come carta vetrata. Gli occhi scuri e fermi scrutavano l’orizzonte. Indossava un completo oscuro, nonostante l’afa estiva così densa da sentirla come una tenda invisibile da scansare al proprio passaggio.&lt;br /&gt;Nel chiarore apparvero due macchie colorate, due uomini anziani in pantaloni lunghi e camice a maniche corte. Seduti all’unico tavolino di un piccolo bar, nel bere una bibita ghiacciata non avevano trovato grande consolazione da quel caldo atroce, capace di far sudare anche da fermi. Osservarono l’uomo, lo salutarono con un lieve, timoroso cenno del capo. L’uomo, con la pelle leggermente imperlata dal sudore, ricambiò il saluto con serafica freddezza. Poi si voltò a destra e girò la chiave nel portone di casa sua.&lt;br /&gt;Fece tutto con lentezza, cercando di non fare rumore, salì le scale come un fantasma e aprì la porta dell’appartamento. Subito rivide il suo volto riflesso nello specchio appeso all’ingresso. A sua moglie piaceva guardarsi, sistemarsi fino all’ultimo minuto prima di uscire. Lui non esitò davanti alla sua immagine, si voltò e percorse il corridoio, bianco, stretto, solo qualche quadretto appeso alle mura. Giunto in fondo, spalancò con un calcio la porta della sua camera da letto.&lt;br /&gt;Sua moglie era con un altro. Non ne fu sorpreso, lo sapeva, aveva atteso quel momento per coglierli in flagrante e punirli come meritavano. Gli amanti, terrorizzati, provarono a scappare e a biascicare scuse, ma ormai era tardi.&lt;br /&gt;Sua moglie, la meraviglia del Nord, gli avevano detto di non fidarsi, di non prendere una straniera. Ma era bella, sembrava angelica, il suo esatto opposto, doveva essere meglio di lui anche dentro. Forse lo era davvero, ma con il tempo, costretta in un paesino senza nulla, passò dalla depressione ai capricci. Suo marito la ignorava e lei ne soffrì, finché non conobbe un giovane, un delinquente della zona.&lt;br /&gt;Giuseppe Satano, braccio destro del boss dei boss, talmente freddo e spietato da essere stato soprannominato Satana modificando l’ultima vocale del suo cognome, non poteva permettere che un ladruncolo d’infimo livello gli portasse via la moglie.&lt;br /&gt;Sapeva che sarebbe successo, sua moglie aveva manifestato il suo malcontento, ma Satana non aveva nessuna voglia di ascoltarla. Era vecchio e si era pentito di essersi fatto prendere da tanto entusiasmo per una biondina dalla personalità troppo fragile, bisognosa di continue attenzioni e tenerezze che lui non poteva darle.&lt;br /&gt;Levarsela di torno e ricominciare da uomo libero era diventato il suo pensiero fisso. Aveva pianificato ogni cosa, come uccidere gli amanti e come cancellare per sempre ogni traccia del legame con quella traditrice.&lt;br /&gt;Colpì per primo il ladruncolo. La moglie, dopo aver visto soccombere l’amante, lo implorò: "No, ti prego! Non lo farò mai più! Perdonami! Risparmiami! Fallo per nostra figlia! Non puoi farla crescere senza madre!".&lt;br /&gt;Satana sorrise beffardo, abbassò la pistola e le sfiorò la guancia con le dita. Lei si calmò, sperando di aver toccato la sua coscienza. Satana la fissò negli occhi. “Non ti preoccupare, non soffrirà la tua assenza, tua figlia ti raggiungerà tra poco.”&lt;br /&gt;“Nooo!” urlò la donna, disperata al pensiero di aver condannato la sua figlioletta.&lt;br /&gt;Satana premette il grilletto. Abbandonò quel mattatoio per avanzare verso la stanza di sua figlia. Ogni promessa è un debito. Spinse la porta socchiusa della cameretta della bambina, ma non la trovò. Guardò sotto il letto, immaginò che i colpi l’avessero spaventata.&lt;br /&gt;Era successo molto di più. La piccola aveva visto suo padre attraversare il corridoio, si era alzata da terra, dove stava giocando con un orsetto di peluche, e si era affacciata alla porta per salutarlo, per cercare disperatamente l’attenzione di un padre freddo e assente. L’aveva visto dare il calcio alla porta e sparare, aveva sentito sua madre implorarlo, e capendo di essere in pericolo era sgattaiolata nella stanza di fronte.&lt;br /&gt;Satana, non trovandola sotto il letto, si rialzò lentamente cercando di capire dove potesse essersi nascosta, quando sentì un rumore metallico alle sue spalle. Si voltò e vide una piccola cosetta, magrolina, dai capelli scuri come i suoi che lo fissava con uno sguardo feroce.&lt;br /&gt;"Ti ammazzo!" disse la piccolina impugnando una pistola. Una delle tante armi di suo padre.&lt;br /&gt;Lui non l’aveva mai osservata con tanta attenzione come ora. Era una cosa che non gli interessava, non aveva mai chiesto di essere padre, non ne vedeva il vantaggio. Satana rise, e rise ancora. Sedette sul letto, poggiò la sua pistola sul comodino e disse:&lt;br /&gt;"Tu sei proprio mia figlia! Tu sei solo mia! Vuoi venire con me?"&lt;br /&gt;La piccola abbassò la pistola e rispose: "Va bene".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se i delitti di sangue la attraevano era la conseguenza dell’educazione che le aveva dato. Non poteva rimproverarla, non gli andava di discutere con lei.&lt;br /&gt;«Dai, sbrigati! Lascia quei giornali! Dobbiamo andare!»&lt;br /&gt;«Va bene, papà.»&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tTYX4b5uIfk/T0IkGUX4X5I/AAAAAAAAEJU/_G0CGLT5vDA/s1600/101_2419.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5711166968425897874" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-tTYX4b5uIfk/T0IkGUX4X5I/AAAAAAAAEJU/_G0CGLT5vDA/s400/101_2419.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3337152139610124500-4621966114862115880?l=ilibridianna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilibridianna.blogspot.com/feeds/4621966114862115880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2012/02/la-figlia-di-satana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/4621966114862115880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/4621966114862115880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2012/02/la-figlia-di-satana.html' title='La figlia di Satana'/><author><name>Anna Nihil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15803132467909830087</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/S6NYLlNC7BI/AAAAAAAADR4/LTsOOj8BIuY/S220/280.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-NIRYD-egU-0/T0Ik_NL24OI/AAAAAAAAEJg/pfnO4g7cwAw/s72-c/313983_copertina_frontcover_icon.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3337152139610124500.post-5590640637535527935</id><published>2010-09-29T02:49:00.000-07:00</published><updated>2012-02-20T02:59:48.730-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chick lit'/><title type='text'>La Maledizione dello Yorkshire</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMMfX0U-jI/AAAAAAAADnE/8V3va7qt-9U/s1600/annanihilp.gif"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 115px; FLOAT: left; HEIGHT: 155px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522271301195332146" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMMfX0U-jI/AAAAAAAADnE/8V3va7qt-9U/s400/annanihilp.gif" /&gt;&lt;/a&gt;Chi potrebbe mai sospettare che un innocuo e piccolo cagnetto possa essere la causa di una serie di sventure? Eppure è così e Nadia, la protagonista di questo romanzo, lo sa bene. Ogni volta che è venuta a contatto con una di queste bestiole ha avuto i suoi bei grattacapi. Da aspirante attrice a sospettata di omicidio, il passo è breve, quanto quello di uno yorkshire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In esclusiva per Edizioni ARPANet, al momento è disponibile solo in versione e-book!&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://www.arpabook.com/_schedaLibri.asp?cerca=&amp;amp;IDCategoria=&amp;amp;IDTitolo=1012&amp;amp;IDVersione=&amp;amp;page=" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Click here!&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Inizia così:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;È strano, sono qui, distesa con gli occhi chiusi, eppure ho una percezione chiarissima di quello che ho attorno. C’è un solo faro acceso, in alto a destra, ed è puntato su di me, non c’è una parte del mio corpo che non sia riscaldata dal suo fascio luminoso. Altri cinque minuti così e mi sciolgo. Riesco a percepire esattamente dove finisce la luce ed inizia il buio, reso ancora più profondo dal silenzio penetrante della platea. Sento lo scricchiolio delle tavole, sta arrivando finalmente, è in ritardo.&lt;br /&gt;La conoscete la storia di “Romeo &amp;amp; Giulietta”, no?&lt;br /&gt;Siamo al punto cruciale: Romeo con la disperazione nel cuore è corso a Verona, ha raggiunto la sua Giulietta, ormai distesa su un freddo banco di marmo. Sapendola morta, decide di uccidersi bevendo del veleno, non può immaginare la sua vita senza di lei. Butta giù il veleno in un sol colpo, “Ecco, al mio amore!”, con le ultime forze rimaste la bacia teneramente, “Con un bacio io muoio” e cade a terra senza vita.&lt;br /&gt;“Giulietta si sveglia, non era morta, era solo addormentata da una pozione! Vede il suo Romeo, capisce che il piano architettato con fra Lorenzo è fallito, scoppia a piangere disperata. Trova una boccetta fra le mani di Romeo “Cos’è? È stato questo veleno ad ucciderti? Egoista! Non hai lasciato nemmeno una goccia perché io possa raggiungerti… Ti bacerò sulle labbra, chi sa che non sia rimasto un po’ di veleno che possa darmi la morte e la pace…” Giulietta bacia il suo Romeo nella speranza di cogliere qualche goccia del fatale veleno, ma resta un vano tentativo. Turbata da rumori lontani, arriva all’estrema conclusione “C’è qualcuno! No, non aspetterò più! Oh caro pugnale, arrugginisci qui, immerso nel mio sangue!” Così Giulietta muore stringendosi al suo amato. Il crudele destino dei due amanti è compiuto.&lt;br /&gt;Cala il sipario.&lt;br /&gt;Il pubblico applaude emozionato, ed io, che interpreto Giulietta, non posso che essere felice del successo. Ho sentito il pubblico singhiozzare e soffrire con il mio personaggio, vuol dire che ho fatto bene il mio lavoro.&lt;br /&gt;Il sipario si riapre, si accendono le luci in platea, finalmente il pubblico ha un volto, mille volti diversi. Ringrazio e ricambio lo sguardo di chi mi osserva ammirato, in particolare le signore della prima fila che mi urlano “Brava! Brava e Bella!Bravissima!” Sono soddisfazioni. Io vivo solo per questo, l’applauso del mio pubblico.&lt;br /&gt;Non mi monto la testa, non c’è pericolo, so che molti, soprattutto molte di loro, sono qui per il mio Romeo, interpretato da Romeo Merisi. Lui è la celebrità della compagnia. È conosciuto dal grande pubblico grazie a fiction da record d’ascolti come “Drammaticamente tuo” e “Sospira, se vuoi”. Sono la sua faccia e il suo nome in cartellone che attirano il pubblico, senza di lui la sala non sarebbe così piena, senza di lui non ci sarebbe tanta richiesta, senza di lui non ci sarebbe la R.M.C.T., ovvero la Romeo Merisi Compagnia Teatrale.&lt;br /&gt;Si richiude il sipario definitivamente. Per oggi è finita così. Abbracci, saluti, commenti e complimenti fra di noi e via tutti a struccarsi. Tutti tranne Romeo, che alla fine della serata è assediato da fans e giornalisti. Non ho neanche il tempo di parlargli, sopraggiunge una procace giornalista a distrarlo da me.&lt;br /&gt;“Romeo… Romeo Merisi!” miagola lei.&lt;br /&gt;“Sì?” risponde Romeo sibilando come un serpente e sfoderando il suo sorriso malandrino.&lt;br /&gt;Lei vorrà fargli le solite patetiche domande, non me lo perdo per niente al mondo, mi piace osservare fino a che punto riesce ad arrivare la stupidità umana.&lt;br /&gt;“Romeo, …&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note dell’autrice&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Non riuscivo a trovare nulla d’interessante da leggere. Un po’ come nella pubblicità, la mia non era proprio “fame ma più voglia di qualcosa di buono”, di sfizioso, di giovane, di divertente. Così mi sono messa a scrivere, e il risultato è stato, ahimè, un romanzo che ho scoperto essere molto, troppo simile al film “Il Diario di Bridget Jones”! Non potete immaginare che nervoso! Se gli altri spettatori ridevano, a me veniva da piangere! Non avendo né i mezzi, né le prove per avanzare diritti e lanciare accuse di plagio, ho dovuto dire addio al mio romanzo e chiuderlo nel cassetto.&lt;br /&gt;Dopo un po’ di tempo, è arrivata una nuova idea! Con le giuste modifiche il mio romanzo è rifiorito a nuova vita! È più pungente e meno scontato! Mi piace! È stata dura, ma ne è valsa la pena." &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3337152139610124500-5590640637535527935?l=ilibridianna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilibridianna.blogspot.com/feeds/5590640637535527935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/la-maledizione-dello-yorkshire.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/5590640637535527935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/5590640637535527935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/la-maledizione-dello-yorkshire.html' title='La Maledizione dello Yorkshire'/><author><name>Anna Nihil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15803132467909830087</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/S6NYLlNC7BI/AAAAAAAADR4/LTsOOj8BIuY/S220/280.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMMfX0U-jI/AAAAAAAADnE/8V3va7qt-9U/s72-c/annanihilp.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3337152139610124500.post-7963486397468531830</id><published>2010-09-29T02:46:00.001-07:00</published><updated>2012-02-20T03:02:32.090-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Remake'/><title type='text'>L'Unica Notte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMLHgz3I6I/AAAAAAAADm8/VvCWowHCh5Q/s1600/lunica_copertina_frontcover_icon"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; FLOAT: left; HEIGHT: 175px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522269791780807586" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMLHgz3I6I/AAAAAAAADm8/VvCWowHCh5Q/s400/lunica_copertina_frontcover_icon" /&gt;&lt;/a&gt;Se per la saggia e scaltra Shahrazad, ci sono volute mille e una notte per sedurre il re di Persia, cosa potrà Adila in un'unica notte?&lt;br /&gt;Godetevi le novelle più avvincenti, grottesche e maliziose de "Le mille e una notte" rielaborate in una nuova coinvolgente storia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disponibile sul sito &lt;a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=665339" target="_blank"&gt;ilmiolibro.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Disponibile sul sito &lt;a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/2120005351391/L%27unica_notte/Nihil_Anna.html?prkw=anna" target="_blank" y="17" prm="&amp;amp;Cerca.x=" srch="'0&amp;amp;cat1="&gt;laFeltrinelli.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ordinabile alla cassa di qualsiasi libreria laFeltrinelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Inizia così:&lt;/strong&gt;&lt;blockquote&gt;C’era una volta un sultano ricchissimo e potente. Nessuno al mondo aveva un palazzo degno del suo, bianco e con enormi cupole dorate. Risplendeva, sembrava un pezzo di sole sulla Terra. All’interno, nelle stanze sontuose, c’era ogni bene possibile, arazzi pregiati, gemme e oro a non finire. Aveva inoltre un harem con seicento concubine più belle della Luna. Queste sue grandi ricchezze non destavano eccessiva invidia, perché il sultano era dotato di una bellezza e di una purezza d’animo degna di rispetto.&lt;br /&gt;Si preoccupava molto del suo popolo, per questo la gente lo amava. Spesso il sultano, con il suo fidato visir, si vestiva da comune suddito e girava in incognito per le strade del regno, per capire quali potessero essere le soluzioni migliori per rendere piacevole la vita anche alla povera gente. Ogni gesto magnanimo, degno di essere raccontato, era opera del sultano. Era impossibile per il suo popolo non essergli devoto.&lt;br /&gt;Durante uno dei loro sopralluoghi segreti, il sultano e il visir andarono al mercato, qui il sultano rimase folgorato da un’ancella di straordinaria bellezza. Ordinò al visir di comprarla per lui alla cifra migliore possibile.&lt;br /&gt;Il visir già immaginava di dover sostenere una lunga e ardua trattativa, invece il mercante propose da subito un prezzo molto basso.&lt;br /&gt;Il sultano allora intervenne, chiese al mercante se fosse pazzo a vendere una tale bellezza a tal prezzo. Il mercante, che era un uomo fin troppo pio e onesto per il suo mestiere, ammise che temeva la donna perché la considerava portatrice di sventura. Non vedeva l’ora di sbarazzarsene ma allo stesso tempo temeva che potesse nuocere ad altri. Il sultano chiese come potesse affermare simili cose. Il mercante gli rispose che la donna aveva mandato in rovina suo padre, fatto impazzire suo marito e costretto al suicidio i suoi due fratelli.&lt;br /&gt;Tutto ciò era spaventoso, ma nulla poté rimuovere il desiderio del sultano, ammirando le graziose fattezze dell’ancella, i capelli di seta e i suoi occhi scuri e profondi come la notte, sostenne che fossero state solo meschine casualità. Era troppo bella per recare danno.&lt;br /&gt;Così il sultano acquistò il gioiello del suo harem, la sua prediletta, a una cifra ridicola. La portò nel suo palazzo e la sera stessa organizzò le nozze. Trascorse la notte più bella della sua vita con la sua nuova sposa. E la felicità si protrasse anche nei giorni seguenti. La sua amata sposa ben presto gli avrebbe dato un erede.&lt;br /&gt;Dopo nove mesi, la sposa partorì il figlio maschio che il sultano sognava da tempo. Per mesi aveva pensato al nome da dargli e a come istruirlo al meglio per far di lui il futuro sultano, ma i suoi sogni furono infranti appena vide il neonato.&lt;br /&gt;Era l’essere più orrendo che avesse mai visto, non sembrava nemmeno un figlio di un uomo.&lt;br /&gt;La delusione fu troppo cocente: quella sposa perfetta e un tale figlio! Era davvero maledetta, l'aveva avvertito il mercante, il sultano non poteva prendersela se non con se stesso per essersi fatto accecare da tanta bellezza, che ben camuffava la sciagura in cui lo avrebbe trascinato.&lt;br /&gt;L’ira, il dolore, la paura, tutti sentimenti che non aveva mai provato prima, lo pervasero tutti insieme, e … &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DiCyjQdLp6E/TstykuaQyfI/AAAAAAAAECk/7F_JJ82aCv0/s1600/101_1441.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677757730489682418" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-DiCyjQdLp6E/TstykuaQyfI/AAAAAAAAECk/7F_JJ82aCv0/s400/101_1441.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note dell’autrice&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Mi piace sperimentare, e stavolta ho osato propormi in un remake letterario!&lt;br /&gt;Rielaborare “Le mille e una notte” probabilmente è stata una conseguenza naturale del mio studio sulle favole, e della mia gran voglia di mettere in chiaro che le favole non sono materia esclusiva dei bambini! Al contrario, le versioni originali delle favole sono molto diverse da quelle edulcorate proposte dalla Disney, hanno spesso scene macabre e forti. Provate a leggere “L’unica notte”…."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3337152139610124500-7963486397468531830?l=ilibridianna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilibridianna.blogspot.com/feeds/7963486397468531830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/lunica-notte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/7963486397468531830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/7963486397468531830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/lunica-notte.html' title='L&apos;Unica Notte'/><author><name>Anna Nihil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15803132467909830087</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/S6NYLlNC7BI/AAAAAAAADR4/LTsOOj8BIuY/S220/280.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMLHgz3I6I/AAAAAAAADm8/VvCWowHCh5Q/s72-c/lunica_copertina_frontcover_icon' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3337152139610124500.post-1655886082460326432</id><published>2010-09-29T02:38:00.000-07:00</published><updated>2012-02-20T03:00:19.650-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Noir'/><title type='text'>MANDY</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMKpwBpTmI/AAAAAAAADm0/w73VE2cqDfE/s1600/Mandy_copertina_frontcover_icon"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; FLOAT: left; HEIGHT: 175px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522269280469077602" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMKpwBpTmI/AAAAAAAADm0/w73VE2cqDfE/s400/Mandy_copertina_frontcover_icon" /&gt;&lt;/a&gt;Scivolate silenziosamente tra le buie strade di NihilVille. Dove incontrerete Mandy, una ragazza bella, dolce e sola, e John un uomo misterioso e oscuro. NihilVille non è una città qualsiasi, è un incubo. Un concentrato delle brutture di questo mondo e delle fantasie più cruente. Per le anime in cerca di redenzione non sarà facile uscire da una realtà spietata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Disponibile sul sito &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=665351" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;ilmiolibro.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Disponibile sul sito &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/2120004971811/Mandy/Nihil_Anna.html?prkw=mandy&amp;amp;srch=0&amp;amp;cat1=&amp;amp;prm=&amp;amp;Cerca.x=39&amp;amp;Cerca.y=15" terget="_blank"&gt;&lt;strong&gt;laFeltrinelli.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Ordinabile in qualsiasi libreria laFeltrinelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Inizia così:&lt;/strong&gt;&lt;blockquote&gt;Fa freddo. Le strade sono ancora inumidite dalla pioggia, nelle buche ristagna l’acqua, che s’increspa a ogni soffio di vento. Forse pioverà di nuovo, continua a tuonare e qualche goccia scivola dal cielo. Le nuvole a quest’ora sono indistinguibili, prendono il cupo colore della notte. Il buio più profondo attanaglia le anime in pena, che a così tarda ora vagano ancora in cerca di qualcosa.&lt;br /&gt;Mandy percorre sicura il marciapiede, anche se la sua, più che sicurezza, è rassegnazione. Il suo mondo è racchiuso tutto nel suo quartiere, e non è un bel posto.&lt;br /&gt;Ogni città, nessuna esclusa, è divisa a metà, ovunque, non manca mai il quartiere detto “perbene” e quello “feccia”.&lt;br /&gt;Nella città perbene la gente si indigna davanti al male, crede nei sogni e desidera il bene anche per il suo prossimo. Spesso, infatti, organizzano feste, sagre, concerti, aste a fine benefico, per raccogliere denaro, per salvare qualche angolo sperduto del mondo dall’esotico e impronunciabile nome. Sono esseri caritatevoli. Peccato che tanta generosità non vada più in là del loro naso. Non vedono il degrado in cui giace l’altro lato della loro stessa città, eppure si accorgono di poveri distanti kilometri. Strano.&lt;br /&gt;Il punto è che nelle zone perbene seguono le mode, ne sono soggiogati, aiutare i concittadini non è considerato abbastanza “in” o “chic”.&lt;br /&gt;Essere generosi, più che un atto spontaneo, è un atto necessario. Serve a entrare nei club giusti, a sentirsi parte della società, ad avere nobili gesta con cui minimizzare gli errori del passato, nel caso ce ne fosse bisogno. Molti di loro guadagnano così tanto che i loro conti in banca traboccano. Per alleggerirsi dalle troppe tasse, una delle soluzioni migliori, che propone loro il commercialista, è, guarda caso, dare un po’ del patrimonio in beneficenza.&lt;br /&gt;Può essere di consolazione pensare: meglio così che niente, magari non lo fanno proprio con il cuore in mano, però lo fanno.&lt;br /&gt;In questo modo, ogni anno, vengono inviati tanti soldi nei Paesi lontani, abbastanza per costruire due scuole e tre ospedali, così garantiscono i volontari delle associazioni umanitarie, eppure questo non cambia niente, quella gente resta sempre povera e dipendente dai perbene.&lt;br /&gt;Se nulla cambia nel Paese lontano, possono sempre attribuire la responsabilità al cattivo governo del luogo, ma come giustificare che nella propria città, nonostante il governo sia lo stesso, una parte della città vive e l’altra deve accontentarsi di sopravvivere? È colpa dei perbene e della loro generosità velata di ipocrisia, o degli stessi abitanti del quartiere feccia, che per un qualche strano motivo non si lasciano aiutare? Nessuno di loro sembra impegnarsi abbastanza per eliminare davvero il male.&lt;br /&gt;Molti si sono rassegnati, e molti altri, tacitamente, lasciano che tutto resti così per convenienza.&lt;br /&gt;L’illuminazione è scarsa, hanno smesso di spendere soldi per riparare i lampioni, venivano sistematicamente spaccati con una pietra pochi minuti dopo. Spacciatori e sfruttatori hanno bisogno dell’oscurità per tenere aperti i loro traffici.&lt;br /&gt;Traffici a cui spesso prendono parte anche i perbene. Quando alcuni di loro cercano insane tentazioni, vengono nel quartiere feccia. È comodo, la loro identità rimarrà nascosta, difficilmente gli capiterà d'incontrare chi conoscono e possono fare tutto quello che vogliono, tutto quello che c’è di peggio da fare. Loro vivono la zona feccia come...&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-uaDJVsdcJHU/TstxhkAotRI/AAAAAAAAECY/Mv8r7S4hZII/s1600/101_1425.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677756576646608146" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-uaDJVsdcJHU/TstxhkAotRI/AAAAAAAAECY/Mv8r7S4hZII/s400/101_1425.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note dell’autrice&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Avevo delle cose importanti da dire ma non sapevo come elaborarle. L’ispirazione me l’ha data la mia gatta Matisse. Teneva le zampette anteriori sul vetro della finestra e mi supplicava con i suoi occhioni verdi di farla entrare in casa. Mi abbassai, poggiai la mano sulla finestra e, sebbene Matisse fosse consapevole di essere separata da me, iniziò a strofinare la testa contro il vetro in cerca delle mie carezze. Cosa c’entra tutto questo con un noir d’amore e d’azione? Eh, misteri del percorso creativo! Leggete “Mandy” e capirete."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3337152139610124500-1655886082460326432?l=ilibridianna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilibridianna.blogspot.com/feeds/1655886082460326432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/mandy.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/1655886082460326432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/1655886082460326432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/mandy.html' title='MANDY'/><author><name>Anna Nihil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15803132467909830087</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/S6NYLlNC7BI/AAAAAAAADR4/LTsOOj8BIuY/S220/280.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMKpwBpTmI/AAAAAAAADm0/w73VE2cqDfE/s72-c/Mandy_copertina_frontcover_icon' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3337152139610124500.post-2735469833469251902</id><published>2010-09-29T02:34:00.001-07:00</published><updated>2011-11-23T10:19:19.770-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Favola'/><title type='text'>LUNA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMInAupPDI/AAAAAAAADmk/wRtSpMBzBqk/s1600/LUNA_copertina_frontcover_icon"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; FLOAT: left; HEIGHT: 175px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522267034389920818" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMInAupPDI/AAAAAAAADmk/wRtSpMBzBqk/s400/LUNA_copertina_frontcover_icon" /&gt;&lt;/a&gt;Una favola leggera come il vento, incantevole come il mare, meravigliosa come la Luna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In esclusiva sul sito &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=664795" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;ilmiolibro.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Inizia così:&lt;/strong&gt;&lt;blockquote&gt;Forti risuonarono i colpi sul portale e i lamenti squarciarono il silenzio.&lt;br /&gt;Il parroco si destò di soprassalto dal suo sonno. Si alzò in fretta e infilò la tonaca. Era nel suo ruolo cercare di mantenere sempre un aspetto compito, era questo che si aspettavano tutti da lui: doveva essere il massimo esempio di ordine, moralità e misericordia.&lt;br /&gt;Anche la perpetua si svegliò. Spaventata, al contrario del parroco, non si curò del suo aspetto - non che di solito se ne occupasse di più - si avvolse in una vestaglietta di lana e accese il lume a olio. Prima di correre ad aprire a quella povera anima che urlava disperata fuori dalla chiesa, passò dinanzi alla stanza del parroco e bussò per accertarsi che anch’egli avesse sentito.&lt;br /&gt;«Padre!», lo chiamò dopo un paio di rintocchi sul legno.&lt;br /&gt;«Sì, vengo!» Aprì all’istante visibilmente affannato e timoroso.&lt;br /&gt;Dietro il portale della chiesa c’era una donna, questo era chiaro.&lt;br /&gt;La perpetua fece luce con il lume e il parroco spostò il pesante ferro messo come sicura dietro la porta.&lt;br /&gt;«Cosa c’è, figliola?» domandò ancor prima di aver visto il viso della donna.&lt;br /&gt;«Deve nascere mio figlio! Sono sola, aiutatemi!» disse la donna disperata.&lt;br /&gt;A quella risposta la perpetua e il parroco quasi avrebbero voluto richiudere il portale.&lt;br /&gt;Nessuno dei due aveva affinità con i bambini e men che meno con le partorienti. Ogni mercoledì, giorno di catechismo per i bambini del paese, era un incubo per entrambi. Il parroco non sopportava le loro domande impertinenti, e la perpetua detestava il disordine che solo quelle piccole pesti sapevano creare.&lt;br /&gt;Ma il Signore insegna ad aprire la porta a chi ne ha bisogno; in qualche modo se la sarebbero sbrigata.&lt;br /&gt;Il parroco cercò di confortarsi pensando che se far nascere un bambino fosse stato così difficile, non sarebbe più nato nessuno. Alzò lo sguardo al cielo, fece il segno della croce e aprì.&lt;br /&gt;Il parroco, appena aperta la porta, tese il braccio per dare sostegno alla donna e la invitò a sedersi su una delle panche della chiesa. Per la donna era troppo scomodo star lì seduta. Uno spasmo più forte la spinse a chinarsi sull’inginocchiatoio. Aveva il volto sofferente e le mani incrociate sulla pancia, come se stesse per esprimere la più sentita delle preghiere.&lt;br /&gt;La donna, in realtà, avrebbe voluto essere libera di imprecare, ma si trattenne in rispetto di quel luogo, nonostante per lei non aveva mai significato molto.&lt;br /&gt;La perpetua la guardò male, aveva capito le sue intenzioni, ma era normale, cosa poteva mai aspettarsi da una donna di malaffare? Bastava guardare i suoi vestiti, e poi era sola a quell’ora di notte… un’istintiva antipatia s’innescò all’istante.&lt;br /&gt;Il parroco la destò dai suoi cattivi pensieri, chiese alla perpetua di portare dei cuscini, delle coperte, tutto ciò che poteva occorrere alla donna e al nascituro. Dovevano improvvisare un giaciglio confortevole.&lt;br /&gt;La perpetua ubbidì, corse a prendere l’occorrente, anche se non poté fare a meno di sbuffare seccata, poiché sapeva che sarebbe toccato a lei sgobbare per tutta la notte e assumersi ogni responsabilità.&lt;br /&gt;Svelta preparò ogni cosa, mentre il parroco si limitava a pregare accanto alla donna in travaglio. Sembravano l’esorcista e l’indemo-niata.&lt;br /&gt;La perpetua, irritata dai farfugliamenti del parroco, gli disse di farla finita con le preghiere e rendersi utile andando a chiamare la levatrice.&lt;br /&gt;Il parroco, più che per la compresa necessità, per paura di essere coinvolto oltre nella nascita del bambino, non se lo fece ripetere due volte.&lt;br /&gt;Corse lungo la strada selciata...&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-owNorK-f9M8/Tstw7Nhv_GI/AAAAAAAAECM/QtwVvjJCVh0/s1600/101_1427.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677755917776452706" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-owNorK-f9M8/Tstw7Nhv_GI/AAAAAAAAECM/QtwVvjJCVh0/s400/101_1427.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note dell’autrice&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Le favole sono perfette. Sono brevi, avvincenti, e hanno sempre un significato. Esopo, Andersen, Perrault, Oscar Wilde sono per me una grande fonte d’ispirazione. “Luna” è il mio personale omaggio alle favole."&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3337152139610124500-2735469833469251902?l=ilibridianna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilibridianna.blogspot.com/feeds/2735469833469251902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/luna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/2735469833469251902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3337152139610124500/posts/default/2735469833469251902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilibridianna.blogspot.com/2010/09/luna.html' title='LUNA'/><author><name>Anna Nihil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15803132467909830087</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/S6NYLlNC7BI/AAAAAAAADR4/LTsOOj8BIuY/S220/280.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Znta9KdaX2c/TKMInAupPDI/AAAAAAAADmk/wRtSpMBzBqk/s72-c/LUNA_copertina_frontcover_icon' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
